Difendiamo l’AUTONOMIA e le SCELTE DEMOCRATICHE dell’Università di Palermo

Quasi 600 adesioni al documento (oltre UN TERZO dei docenti dell’ateneo)

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Situazione delle finanze dell’Ateneo a partire dall’anno 2000

Riceviamo dall’ex Rettore dell’Università di Palermo, prof. Giuseppe Silvestri, e volentieri pubblichiamo.

Come molte delle persone in indirizzo ricorderanno, ho tenuto l’Ufficio di Rettore dal 1999 al 2008. Quasi subito dopo il passaggio delle consegne dalla mia all’attuale gestione, vennero diffuse, per motivi che tuttora sfuggono alla mia comprensione, notizie relative ad un presunto deficit di bilancio (il buco!) che l’Ateneo avrebbe accumulato negli anni precedenti e che veniva a caricarsi sulle spalle delle gestione subentrante. La stampa, che subito si appropriò di questa notizia, fece ampi riferimenti al presunto ammanco, pubblicando articoli fantasiosi e inconsistenti.
Ero certo allora che la lettura dei bilanci, anno dopo anno, avrebbe chiarito che nessuno dei consuntivi relativi alla mia gestione, compreso quello del 2008, redatto dalla amministrazione subentrata, aveva lasciato disavanzi (v. Tab. 1a). Ma purtroppo continuano a circolare interpretazioni e versioni, sia di quei fatti sia degli interventi di risanamento, che richiedono puntuali chiarimenti.
La pubblicazione sul sito dell’Ateneo dei Bilanci di previsione 2011 e 2012 e del Conto Consuntivo 2010 mi consente adesso di ricorrere ad elementi contabili certificati e pubblici per fare chiarezza sulla mia gestione e sui successivi interventi di risanamento.
Con questa lettera desidero quindi dare conto dell’operato dell’amministrazione negli anni dal 2000 al 2008 e su come e quanto gli atti di allora abbiano continuato a riverberarsi sugli anni più recenti. Continua a leggere
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Risposta del Rettore Lagalla al Coordinamento di Ateneo

Cari colleghi,
leggo con interesse il vostro documento, sul quale mi permetto di intervenire per chiarire – al di fuori di ogni equivoco – le considerazioni da me espresse, fuori da elaborazioni giornalistiche. La mia posizione non è mai cambiata, rispetto all’ipotesi di una candidatura a sindaco di Palermo. Io non sono candidato, e nessuno me l’ha chiesto. Ad agosto, come pochi giorni fa, ho ribadito – come credo qualsiasi cittadino abbia il diritto di fare, a maggior ragione quando riveste un ruolo istituzionale – il mio punto di vista sulla difficile situazione della Città, sostenendo che solo un’amministrazione di “salute pubblica” può fare uscire dalle secche delle contrapposizioni e dei conflitti, oggi più che mai insostenibili, in una situazione finanziaria difficilissima, e con una coscienza civile da risvegliare: sospendere, insomma, la logica del muro contro muro.
Questo è il mio auspicio per il futuro di Palermo, e purtroppo la frammentazione che continua a registrarsi in politica non crea condizioni di reale e adeguata agibilità. Ad agosto, come oggi, ho ribadito che, solo nel caso di un governo tecnico e super partes, avrei potuto offrire la mia disponibilità, senza fare riferimento ad alcuna sigla di partito. Nella seconda occasione, l’ho ribadito a precisa domanda, nel corso di un’intervista sui temi più svariati, concessa ad una trasmissione radiofonica su un’emittente privata. Parte delle mie dichiarazioni sono state riprese da un’agenzia di stampa in un modo che ho ritenuto potesse essere fuorviante, e il giorno stesso mi sono preoccupato di chiarire il mio pensiero attraverso una rettifica.
Credo che nessuno possa accusarmi di non avere tenuto un ruolo assolutamente istituzionale e super partes. Ritengo di avere ascoltato e coinvolto nelle scelte tutte le anime di un’Università che è il luogo deputato al confronto critico, la palestra dove le contrapposizioni diventano elaborazione comune.
Non rinnego nulla della mia storia personale, della mia formazione culturale e religiosa, che peraltro ha sempre attinto a diversi contributi e movimenti. Per questo, lasciatemelo dire, il riferimento alle mie “frequentazioni politiche”, riferite soltanto a una parte, mi appare – credetemi – davvero semplificatoria e riduttiva. In privato e in pubblico, le mie frequentazioni si sono soltanto basate sulla condivisione di progetti, la volontà di portarli avanti, le affinità culturali senza alcun pregiudizio ideologico.
Dalla mia elezione (peraltro avvenuta subito dopo la mia esperienza da tecnico nel governo della Regione), a oggi non è cambiato nulla e non vedo quindi in che modo quell’ampia concordia, che ha contrassegnato la mia elezione a rettore e i tre anni di mandato fin qui svolti, possa essere incrinata. Continuo a confrontarmi con serenità con tutte le componenti dell’Ateneo, e continuo a lavorare molte ore al giorno da rettore, come credo chiunque possa osservare di persona. Alle voci, alle fughe in avanti, alle ansie di successione di qualche professore che da voi apprendo, rispondo che l’Ateneo è guidato saldamente dal rettore in carica e dagli organi di governo, la cui azione segue soltanto criteri di miglioramento dei servizi, di modernizzazione della macchina amministrativa, di equilibrio del bilancio, di rilancio dell’attività di alta formazione e di ricerca.
Permettetemi di dire che qualche risultato l’abbiamo, tutti insieme, ottenuto, se oggi i conti dell’Ateneo sono stati risanati, tanto da avere da parte dei revisori dei conti il riconoscimento di un’operazione “straordinaria”. I corsi di studio sono stati razionalizzati, la ricerca rilanciata, il ricambio generazionale dei professori incoraggiato tanto da potere consentire l’assunzione di nuovi ricercatori e la riattivazione degli assegni di ricerca.
Risultati che rivendico come esito di un impegno personale, ma soprattutto di un’azione collettiva e coesa che è andata oltre ogni appartenenza perseguendo come unico obiettivo l’istituzione. Per la quale spero di non avere bisogno di ribadire il massimo rispetto. Qualsiasi scelta che mi riguarderà, nella logica che spero di avere esposto una volta per tutte con chiarezza, non metterà mai a rischio il ruolo super partes dell’Università.
Sperando in successivi, proficui confronti ed auspicando, da parte Vostra, un’adeguata diffusione della presente comunicazione.
Roberto Lagalla


Magnifico Rettore,
ti ringraziamo per l’attenzione mostrata verso le problematiche esposte nel nostro documento e per la cortese e rapida risposta. Come abbiamo scritto, due aspetti ci sembrava richiedessero un tuo chiarimento.
Da una parte, prendiamo atto delle tue affermazioni a parziale smentita di quanto riportato dagli organi di stampa; tant’è, null’altro si potrebbe aggiungere.
Da un’altra parte, ribadiamo che non abbiamo mai inteso precludere al Rettore del nostro Ateneo alcun ruolo politico. Con particolare riferimento a quanto da te riportato nella tua lettera – «Qualsiasi scelta che mi riguarderà, nella logica che spero di avere esposto una volta per tutte con chiarezza, non metterà mai a rischio il ruolo super partes dell’Università» – ci pare tu convenga con noi che qualunque candidatura, purché effettiva, ad un ruolo politico richiederebbe un’immediata e definitiva presa di distanze dal governo dell’Ateneo. E’ grazie a questa condivisa scelta di netta separatezza dei ruoli (che va ben al di là delle strette incompatibilità previste dalla legge) che i legami che la stampa ti attribuisce con esponenti del mondo politico non costituiscono per nessuno di noi elemento di preoccupazione sul possibile venire meno del tuo ruolo al di sopra delle parti, che fino ad oggi riconosciamo non essere mancato.
Ricambiando l’auspicio di un costante ed intenso confronto all’interno dell’Ateneo e sulle questioni inerenti allo stesso,


Calogero Massimo Cammalleri – Coordinamento di Ateneo
Cinzia Cerroni – Coordinamento di Ateneo
PierPaolo Corso – Coordinamento di Ateneo
Gabriella Lo Verde – Coordinamento di Ateneo
Marilena Macaluso – Coordinamento di Ateneo
Enrico Napoli – Coordinamento di Ateneo
Francesco Pace – Coordinamento di Ateneo
Marco Antonio Pirrone – Coordinamento di Ateneo
Carmela Rizzo – Coordinamento di Ateneo
Babis Tsolakis – Coordinamento di Ateneo

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Documento sulla candidatura a sindaco del Rettore

Per la seconda volta in pochi mesi il Magnifico Rettore dell’Università di Palermo torna a manifestare con interviste alla stampa locale la propria disponibilità a candidarsi al ruolo di sindaco del Comune di Palermo. Nel mese di agosto aveva subordinato la sua disponibilità all’esistenza di un progetto che andasse “oltre i partiti”, al di fuori dell’ “aspro conflitto politico che la gente non capisce più”, presentandosi come una “figura istituzionale” a servizio della città. Oggi anche questo riferimento ad un ruolo super partes viene meno, in quanto la candidatura del Magnifico, per sua esplicita dichiarazione, potrebbe maturare “solo” all’interno di un accordo PdL-UdC-Grande Sud. Da oggi, quindi, l’Ateneo di Palermo è ufficialmente guidato da un uomo esplicitamente e dichiaratamente appartenente ad una specifica parte politica. Certamente le opinioni e le frequentazioni politiche del Rettore erano da sempre note a tutti e nessuno azzarderebbe l’ipotesi di privare il cittadino Lagalla di esse. Tuttavia, da questo momento e il conflitto politico e lo scontro tra i partiti vengono per la prima volta portati nel cuore dell’istituzione universitaria proprio da colui che con ampia concordia è stato scelto dai colleghi, dal personale tecnico-amministrativo e dagli studenti per essere il garante di tutti.

A queste considerazioni non si possono non aggiungere le preoccupazioni per la perdurante incertezza sulla disponibilità del prof. Lagalla a continuare a svolgere a tempo pieno il ruolo di rettore. E’ evidente a tutti che le voci che da diversi mesi attraversano l’Ateneo sul possibile abbandono da parte del Rettore della carica oggi ricoperta, per assumere incarichi di natura politica, creano inevitabilmente un clima da costante campagna elettorale per la “successione” e condizionano tutte le scelte dei già numerosi “aspiranti al trono” e degli organi di governo centrali e periferici dell’Ateneo. E pensare che l’Ateneo aveva non molto tempo fa, su proposta dello stesso Rettore Lagalla, deliberato una modifica dello Statuto per prolungare da 3 a 5 anni la durata del mandato del Rettore (prima ancora dell’ulteriore estensione prevista dalla Legge 240/10 “Gelmini”), proprio individuando nell’esigenza di stabilitas del governo dell’Ateneo la ragione della modifica!

Il Coordinamento di Ateneo non può che auspicare che il clima di incertezza, continuamente rinfocolato dalle oscillanti prospettive politiche del Magnifico Rettore, possa cessare al più presto, garantendo all’intero corpo docente e non docente la legittima aspettativa di sapere quale sarà l’effettiva durata del mandato del suo massimo vertice. Non si dubita altresì che il Magnifico Rettore, nel momento stesso in cui le ipotesi di candidatura trovassero ragionevole concretizzazione, saprà mostrare il dovuto rispetto per l’istituzione universitaria, rassegnando immediatamente le proprie dimissioni ed evitando così qualunque coinvolgimento dell’Università di Palermo in una competizione politica del tutto estranea al ruolo svolto da un organismo pubblico di alta formazione e ricerca.

Il Coordinamento di Ateneo
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Petizione di ateneo sul nuovo Statuto.

Aderisci alla petizione, raggiungibile all’indirizzo:
http://www.forumunipa.it/petizione-sullo-statuto/
Numero di adesioni pervenute: oltre 450 nei primi tre giorni.

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Riflessioni per il nuovo Statuto (dal prof. Filardo)

Cari colleghi,
affido a questa nota un contributo che sono convinto possa giovare alla elaborazione di idee e proposte per la stesura del nuovo statuto.
Non vi è dubbio (ed i numeri stanno lì, a dimostrarlo) che l’università italiana, in quanto pubblica amministrazione, è sottoposta ad un dimagramento violentissimo. Basta consultare i documenti ufficiali e le tabelle* annesse (Evoluzione dei docenti italiani dal 2011 al 2019 e Distribuzione nazionale dei docenti per Area e SSD). I dati sono tali per cui è di fatto inevitabile che, nell’arco di 5 anni, periodo standard per il completamento di un ciclo di laurea + laurea specialistica, il numero di docenti, in diminuzione ovunque negli atenei del nostro paese, a Palermo si ridurrà, rispetto ad oggi, ancora del 20%, attestandosi, presumibilmente, a 1350 circa. Continua a leggere
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Considerazioni sul Regolamento per il Docente Attivo

Vorrei offrire un modesto contributo al dibattito che da qualche settimana attraversa l’Ateneo sul Regolamento per la valutazione dell’attività didattica (cosiddetto “docente attivo”), avviato da una lettera aperta Continua a leggere
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Incontro-Dibattito sullo statuto dell’Università di Palermo

VERSO IL NUOVO STATUTO: QUALE ATENEO?

Giovedì 19 maggio 2011 – ore 15.30

Aula Magna della Facoltà di ECONOMIA, Viale delle Scienze, Edificio 13

Sono invitati ad intervenire, in particolare:

  • i Componenti della Commissione Statuto;
  • i Componenti del Comitato Consultivo;
  • i Componenti dell’Organo Tecnico.

Hanno assicurato la propria presenza:

  • Ennio Cardona – Pro-Rettore Vicario
  • Fabio Mazzola – Preside della Facoltà di Economia
  • Vito Franco – Decano della Commissione Statuto
  • Salvatore Tudisca – Coordinatore del Comitato Consultivo per lo Statuto
  • Luigi Dusonchet - Coordinatore del Collegio dei Direttori di Dipartimento
  • Francesco Paolo La Mantia – Delegato del Rettore alla Pianificazione Strategica

Contributi al confronto:
L’elaborazione dei nuovi Statuti negli altri Atenei italiani
Il documento delle organizzazioni nazionali universitarie

Il Coordinamento di Ateneo

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Ministri che cadono dalle nuvole

Per chi non lo avesse visto …
I tagli che ci aspettano ci rattristano meno della circostanza di avere un ministro che non sa nemmeno di cosa si parla …
Ministri che cadono dalle nuvole …

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Lettera aperta dal Coordinamento sul Docente Attivo [LADA]

Com’è, oramai, noto il delegato alla didattica, prof. Vito Ferro, ha elaborato una scheda per la definizione della posizione di “docente attivo”. La vicenda ha suscitato diverse reazioni e malumori.
Senza contestare l’idea della rilevazione nè quella della valutazione, si è rilevato – tuttavia  - che la scheda, e con essa il deliberato senatoriale che la sorregge, presenta numerose incongruenze e talora perfino palesi momenti di illegittimità.
Assieme a un gruppo di colleghi del coordinamento di Ateneo abbiamo predisposto una lettera aperta al Magnifico, accludendo una tabella in cui, nella colonna a destra, sono  analiticamente evidenziati sia i punti che non appaiono congrui allo scopo o che non sono legittimi sia le proposte emendative, con cui si chiede di rivedere il suddetto deliberato.
Ecco il link del testo della LADA Lettera-aperta-docente-attivo

Nei prossimi giorni si organizzerà la raccolta delle firme per chi volesse aderire.

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