Cari colleghi,
leggo con interesse il vostro documento, sul quale mi permetto di intervenire per chiarire – al di fuori di ogni equivoco – le considerazioni da me espresse, fuori da elaborazioni giornalistiche. La mia posizione non è mai cambiata, rispetto all’ipotesi di una candidatura a sindaco di Palermo. Io non sono candidato, e nessuno me l’ha chiesto. Ad agosto, come pochi giorni fa, ho ribadito – come credo qualsiasi cittadino abbia il diritto di fare, a maggior ragione quando riveste un ruolo istituzionale – il mio punto di vista sulla difficile situazione della Città, sostenendo che solo un’amministrazione di “salute pubblica” può fare uscire dalle secche delle contrapposizioni e dei conflitti, oggi più che mai insostenibili, in una situazione finanziaria difficilissima, e con una coscienza civile da risvegliare: sospendere, insomma, la logica del muro contro muro.
Questo è il mio auspicio per il futuro di Palermo, e purtroppo la frammentazione che continua a registrarsi in politica non crea condizioni di reale e adeguata agibilità. Ad agosto, come oggi, ho ribadito che, solo nel caso di un governo tecnico e super partes, avrei potuto offrire la mia disponibilità, senza fare riferimento ad alcuna sigla di partito. Nella seconda occasione, l’ho ribadito a precisa domanda, nel corso di un’intervista sui temi più svariati, concessa ad una trasmissione radiofonica su un’emittente privata. Parte delle mie dichiarazioni sono state riprese da un’agenzia di stampa in un modo che ho ritenuto potesse essere fuorviante, e il giorno stesso mi sono preoccupato di chiarire il mio pensiero attraverso una rettifica.
Credo che nessuno possa accusarmi di non avere tenuto un ruolo assolutamente istituzionale e super partes. Ritengo di avere ascoltato e coinvolto nelle scelte tutte le anime di un’Università che è il luogo deputato al confronto critico, la palestra dove le contrapposizioni diventano elaborazione comune.
Non rinnego nulla della mia storia personale, della mia formazione culturale e religiosa, che peraltro ha sempre attinto a diversi contributi e movimenti. Per questo, lasciatemelo dire, il riferimento alle mie “frequentazioni politiche”, riferite soltanto a una parte, mi appare – credetemi – davvero semplificatoria e riduttiva. In privato e in pubblico, le mie frequentazioni si sono soltanto basate sulla condivisione di progetti, la volontà di portarli avanti, le affinità culturali senza alcun pregiudizio ideologico.
Dalla mia elezione (peraltro avvenuta subito dopo la mia esperienza da tecnico nel governo della Regione), a oggi non è cambiato nulla e non vedo quindi in che modo quell’ampia concordia, che ha contrassegnato la mia elezione a rettore e i tre anni di mandato fin qui svolti, possa essere incrinata. Continuo a confrontarmi con serenità con tutte le componenti dell’Ateneo, e continuo a lavorare molte ore al giorno da rettore, come credo chiunque possa osservare di persona. Alle voci, alle fughe in avanti, alle ansie di successione di qualche professore che da voi apprendo, rispondo che l’Ateneo è guidato saldamente dal rettore in carica e dagli organi di governo, la cui azione segue soltanto criteri di miglioramento dei servizi, di modernizzazione della macchina amministrativa, di equilibrio del bilancio, di rilancio dell’attività di alta formazione e di ricerca.
Permettetemi di dire che qualche risultato l’abbiamo, tutti insieme, ottenuto, se oggi i conti dell’Ateneo sono stati risanati, tanto da avere da parte dei revisori dei conti il riconoscimento di un’operazione “straordinaria”. I corsi di studio sono stati razionalizzati, la ricerca rilanciata, il ricambio generazionale dei professori incoraggiato tanto da potere consentire l’assunzione di nuovi ricercatori e la riattivazione degli assegni di ricerca.
Risultati che rivendico come esito di un impegno personale, ma soprattutto di un’azione collettiva e coesa che è andata oltre ogni appartenenza perseguendo come unico obiettivo l’istituzione. Per la quale spero di non avere bisogno di ribadire il massimo rispetto. Qualsiasi scelta che mi riguarderà, nella logica che spero di avere esposto una volta per tutte con chiarezza, non metterà mai a rischio il ruolo super partes dell’Università.
Sperando in successivi, proficui confronti ed auspicando, da parte Vostra, un’adeguata diffusione della presente comunicazione.
Roberto Lagalla
Magnifico Rettore,
ti ringraziamo per l’attenzione mostrata verso le problematiche esposte nel nostro documento e per la cortese e rapida risposta. Come abbiamo scritto, due aspetti ci sembrava richiedessero un tuo chiarimento.
Da una parte, prendiamo atto delle tue affermazioni a parziale smentita di quanto riportato dagli organi di stampa; tant’è, null’altro si potrebbe aggiungere.
Da un’altra parte, ribadiamo che non abbiamo mai inteso precludere al Rettore del nostro Ateneo alcun ruolo politico. Con particolare riferimento a quanto da te riportato nella tua lettera – «Qualsiasi scelta che mi riguarderà, nella logica che spero di avere esposto una volta per tutte con chiarezza, non metterà mai a rischio il ruolo super partes dell’Università» – ci pare tu convenga con noi che qualunque candidatura, purché effettiva, ad un ruolo politico richiederebbe un’immediata e definitiva presa di distanze dal governo dell’Ateneo. E’ grazie a questa condivisa scelta di netta separatezza dei ruoli (che va ben al di là delle strette incompatibilità previste dalla legge) che i legami che la stampa ti attribuisce con esponenti del mondo politico non costituiscono per nessuno di noi elemento di preoccupazione sul possibile venire meno del tuo ruolo al di sopra delle parti, che fino ad oggi riconosciamo non essere mancato.
Ricambiando l’auspicio di un costante ed intenso confronto all’interno dell’Ateneo e sulle questioni inerenti allo stesso,
Calogero Massimo Cammalleri – Coordinamento di Ateneo
Cinzia Cerroni – Coordinamento di Ateneo
PierPaolo Corso – Coordinamento di Ateneo
Gabriella Lo Verde – Coordinamento di Ateneo
Marilena Macaluso – Coordinamento di Ateneo
Enrico Napoli – Coordinamento di Ateneo
Francesco Pace – Coordinamento di Ateneo
Marco Antonio Pirrone – Coordinamento di Ateneo
Carmela Rizzo – Coordinamento di Ateneo
Babis Tsolakis – Coordinamento di Ateneo